Psicomotricità al nido: scoprire ed esprimere potenzialità ed emozioni

Psicomotricità al nido: scoprire ed esprimere potenzialità ed emozioni

Aggiornato il 27 giu 2022 in Bambini

La psicomotricità è un modo ottimale di imparare per i bambini piccoli, perché si concentra soprattutto sul linguaggio del corpo piuttosto che sulla comunicazione verbale.

La psicomotricità è una pratica educativa ideale per i più piccoli, perché lavora più sul linguaggio corporeo che su quello verbale, permettendo ai bambini di avere maggiore fiducia nelle proprie capacità e ad essere più sereni. Due sono i filoni principali di questa attività nata in Francia negli anni Sessanta: quello funzionale orientato a promuovere un corretto sviluppo psicofisico e quello relazionale, che lavora sulle emozioni attraverso il gioco libero.

Consigliatissima la psicomotricità al nido perché senza favorisce da subito un’integrazione armonica di diverse sfere: motoria, sociale, affettivo-relazionale, cognitiva.

Psicomotricità al nido: la metodologia seguita è basata sul gioco libero, che viene accolto e valorizzato dalla psicomotricista che accoglie e valorizza spunti e richieste dei bambini, lavorando come una facilitatrice che li accompagna alla scoperta di sé e delle proprie risorse.



Questa attività è un’ottima alleata per rinforzare l’autostima e migliorare il rapporto con i pari e l’ambiente circostante, percepire e conoscere il proprio corpo, armonizzare il movimento, oltre a stabilire i prerequisiti per equilibrio, coordinazione e cammino. Eppure i veri obiettivi psicomotricità al nido non sono solo l’uso del corpo o del movimento in senso fisico.



 «La vera palestra che si propone è di tipo emotivo - spiega Giuseppe Nicolodi, psicologo, psicomotricista, terapista e docente presso il Master in «Psicomotricità integrata nei contesti educativi e di prevenzione» presso il Dipartimento di scienze umane dell’Università di Bergamo -  È lì che la psicomotricità concentra tutta la sua attenzione osservativa ed è lì che essa dispiega tutte le sue competenze tecniche per poter offrire al bambino la condivisione empatica in cui risiede un adeguato rifornimento all’Io come fondamento di ogni processo d’autonomia, e in cui contemporaneamente risiede una vera ed efficace educazione alla regolazione emotiva»



Psicomotricità al nido esercizi: alcuni esempi



Tra i giochi di psicomotricità al nido più gettonati il percorso a ostacoli, che permette di sviluppare coordinamento motorio e senso del ritmo o la grande palla, su cui il piccolo si può dondolare sperimentando equilibrio e ricerca del baricentro. Da provare anche cerchi, aste ginniche e materiali destrutturati, il tutto svolto nella massima sicurezza su materassi e pavimentazioni morbide.



Giochi di psicomotricità al nido: il divertimento al primo posto



A questi si aggiungono giochi di psicomotricità al nido liberi in cui il bambino può scegliere come utilizzare i materiali a sua disposizione, sviluppando creatività e inventiva. È il caso dei giochi morbidi, cubi, coni e altre forme geometriche morbide perfette per sperimentare e allo stesso tempo sviluppare nuove competenze. Fondamentale inoltre divertirsi: l’aspetto ludico, infatti, è essenziale per l’integrazione dell’apprendimento.



Laboratori di psicomotricità al nido: idee



I laboratori di psicomotricità al nido possono essere inclusi nell’orario oppure presentati come attività esterne da proporre a cadenza settimanale ai piccoli. Nella sala dedicata all’attività psicomotoria ci saranno palle, cerchi, materiali sensoriali destrutturati, che si possono reperire singolarmente o in versione combinata, scegliendo tra le proposte di Gruppo Dimensione Comunità, che nel suo catalogo inserisce anche diverse versioni di kit psicomotori tra cui scegliere. Una pratica idea per allestire un laboratorio partendo dai materiali essenziali.